Il Testamento di Nicolas Flamel

tradotto da Eleonora Carta

Testamento di Nicholas Flamel. Londra: Stampato da J. e E. Hodson. e venduto dall’Editore. 1806 [in Francese ed Inglese su pagine a fronte.]

Questo testo è probabilmente un’invenzione successiva ma è ciononostante interessante. Non ho potuto trovare un manoscritto del “Testamento” malgrado fosse menzionato nella bibliografia di testi alchemici di Borel. Fu probabilmente scritto in Francia nel tardo XVIII secolo, nel corso di un risorgere dell’interesse per Flamel. Esso rivendica troppe volte la sua autenticità, e offre una storia improbabile circa come sopravvisse dai tempi di Flamel. Forse se l’editore (o l’autore) avesse semplicemente omesso di indicare alcunché circa le sue origini, sarebbe stato più persuasivo in merito all’autenticità. A dispetto di ciò esso contiene in ogni modo una chiara esplicazione del procedimento alchemico.

La serie di sette figure si crede sia fedele riproduzione dell’originale del “Libro di Abramo l’Ebreo”, di cui Nicolas Flamel si suppone sia venuto in possesso nel XIV secolo, e che lo avrebbe ispirato ad intraprendere la sua ricerca dei segreti dell’alchimia.

Non vi sono precedenti manoscritti di queste figure, ma vi sono molte riproduzioni meravigliosamente colorate, databili dalla fine del XVII al XVIII secolo. Le figure spesso appaiono in ordine differente a come riportato nel testo sotto.

Tutte le immagini sono tratte dal sito: www.levity.com

1. Io Nicholas Flamel, uno scrivano di Parigi, nell’anno 1414, nel regno del nostro grazioso Principe Carlo VI, che Dio lo preservi; e dopo la morte della mia fedele compagna Perrenella, è pervaso dal desiderio e dalla delizia, in rimembranza di lei, ed in tuo favore, caro nipote, di porre per iscritto l’intero magistero del segreto della Polvere dell’Opera, o della Tintura Filosofica, che Dio ha voluto impartire a questo suo servo molto insignificante, e che io ho scoperto, come anche tu scoprirai, agendo nel modo che sto per dirti.

2. E per questa ragione non dimenticare di pregare Dio affinché ti assista nella comprensione della ragione della verità della natura, che vedrai in questo libro, dove ho scritto tutti i segreti, parola per parola, foglio per foglio, e come anche io ho fatto e realizzato con la tua cara zia Perrenella, che ancora dolorosamente rimpiango.

3. Presta attenzione prima di iniziare a lavorare, per cercare la giusta via, come un uomo saggio. La ragione della natura è il Mercurio, Sole e Luna, come ho detto nel mio libro, in cui si trovano quelle figure che tu hai visto negli archi degli Innocenti a Parigi. Ma ho sbagliato grandemente dai 23 anni e mezzo in avanti, nel lavorare senza essere capace di sposare la Luna, che è il mercurio, al Sole, ed estrarre da essi il composto seminale che è un veleno letale; perché allora ero ignaro dell’agente, o mediano, necessario a fortificare il Mercurio: perché senza questo agente, il Mercurio è come acqua fresca.

4. So in quale modo il Mercurio deve essere fortificato per mezzo di un agente metallico, senza il quale esso non potrà mai penetrare nella pancia del Sole e della Luna; dopo di ciò esso deve essere indurito, e ciò non può essere realizzato senza lo spirito solforoso dell’oro o argento. Tu dovrai pertanto prima dischiuderli con un agente metallico, che è come dire con il Saturnia reale, ed in seguito potrai attuare il Mercurio per un tramite filosofico, e potrai in seguito per mezzo di questo Mercurio, dissolverlo in un oro liquoroso e Luna, e trarre dalla loro putrefazione il liquido generativo.

5. E tu sai, che non esiste altra via o mezzo per lavorare in quest’arte, se non quello che io do a te parola per parola; un’operazione, salvo che sia insegnata nel modo in cui io la insegno a te, affatto facile da realizzare, ma che al contrario è molto difficile da scoprire.

Figura 1 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo “I lavoratori nel Giardino”

6. Credi fermamente che l’intera industria filosofica consista nella preparazione del Mercurio dei saggi, perché in esso si trova tutto quanto noi andiamo cercando, e che è sempre stato cercato da tutti gli uomini giudiziosi; e che noi, non più di loro, abbiamo niente senza questo Mercurio, preparato con Sole o Luna: perché senza questi tre, non c’è niente nel mondo intero capace di compiere la citata tintura filosofica e medicinale. E’ importante quindi che noi impariamo ad estrarre da essi il seme vivente e spirituale.

7. Cerca pertanto nient’altro che il Sole, la Luna ed il Mercurio, preparati da un’industria filosofica, che non bagna le mani ma il metallo, e che ha in sé un’anima di metallo solforoso, nominativamente, la luce infuocata dello zolfo. E in modo che tu non possa deviare dal giusto cammino, dedica i tuoi sforzi ai metalli; perché in quel luogo il citato zolfo si può trovare in tutti; ma tu lo troverai facilmente, persino quasi simile all’oro, nelle caverne e profondità di Marte, che è il ferro, e di Venere, che è il rame, più o meno nell’uno come nell’altro; e se tu vi presterai attenzione, questo zolfo ha persino il potere di sfumare l’umida e fredda Luna, che è fine argento, nel puro giallo e buon Sole; ma questo deve essere fatto da un tramite spirituale, che è la chiave che apre tutti i metalli, come sto per farti conoscere. Impara pertanto, che tra i minerali ve n’è uno che è un ladro, e mangia tutto eccetto il Sole e la Luna, che conoscono il ladro molto bene; perché quando egli li ha nella sua pancia, è capace di preparare il mercurio, come ti farò sapere a breve.

Figura 2 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo “Mercurio incontra Saturno”

8. Pertanto non deviare dalla giusta via, ma fidati delle mie parole, e quindi dedicati molto alla pratica, che sto per mostrare a te, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La pratica

9. Prendi in primo luogo il più grande dei primogeniti di Saturno, non il volgare, 9 parti; della sciabola del Dio della Guerra, 4 parti. Poni quest’ultimo in un crogiuolo, e quando esso arriva a sciogliersi in colore rossiccio, versa insieme le 9 parti di Saturno, ed immediatamente questo renderà il resto rosso. Pulisci accuratamente il sudiciume che sale alla superficie del saturnio, con salnitro e stibiato, quattro o cinque volte. L’operazione sarà stata svolta correttamente quando tu vedrai sulla materia un segno astrale simile ad una stella.

10. Così è fatta la chiave e la sciabola che apre e taglia tutti i metalli, ma principalmente il Sole, la Luna e Venere, che esso mangia, divora e custodisce nella sua pancia; e per questo mezzo tu sei sulla retta via di verità, se hai operato propriamente.

Poiché questo Saturnia è l’erba reale trionfante, è un piccolo re imperfetto, che noi solleviamo per mezzo di un artificio filosofico al grado dei più grandi gloria e onore. Ed è anche la regina, perché deve essere detto che la Luna è la moglie del Sole: è per questo sono entrambe maschio e femmina, ed il nostro ermafrodita Mercurio. Questo Mercurio o Saturnia è rappresentato nelle prime sette pagine del libro di Abramo l’Ebraico, per mezzo di due serpenti che circondano un bastone d’oro. Prenditi cura di preparare una sufficiente quantità di esso, perché molto è richiesto, circa 12 o 13 libbre di esso, e perfino di più, secondo che tu desideri lavorare su piccola o larga scala.

Figura 3 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo: “L’alato Caduceo di Mercurio”

11. Sposa quindi il giovane dio Mercurio, che è come dire il mercurio che è con esso, che è il Mercurio filosofico, che tu potrai ottenere per mezzo di lui e fortificare il citato mercurio fluente, sette o perfino dieci o undici volte con il detto agente, che è chiamato la chiave, o una sciabola di acciaio affilato, affinché esso tagli, divida e penetri tutti i corpi dei metalli. Allora tu avrai la doppia e tripla acqua rappresentata dall’albero delle rose nel libro di Abramo l’Ebreo, che sorge ai piedi di una quercia, nominativamente la nostra Saturnia, che è la chiave reale, e va a precipitare se stesso nell’abisso, come dice lo stesso autore, che significa, nel ricevente, adattato al collo della storta, dove il doppio mercurio getta se stesso per mezzo di un fuoco conveniente.

Figura 4 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo “Il Roseto sulla Collina”

12. Ma qui si trovano ostacoli e difficoltà insuperabili, a meno che Dio non riveli il suo segreto, o un maestro te lo insegni. Perché Mercurio non si sposa con il Saturnia reale se non si riesce a trovare un mezzo segreto per unirli: perché a meno che tu sappia l’artificio per cui quest’unione e pace sono effettuate tra questi menzionati argenti-vivi, tu non farai nulla a questo proposito. Non vorrei nasconderti niente, mio caro nipote, ti dico pertanto che senza il Sole o la Luna questo lavoro non ti profitterà niente. Tu devi pertanto fare sì che questo vecchio, o vorace lupo, divori l’oro o l’argento nel peso e misura che sto per dirti. Ascolta pertanto le mie parole, e non potrai sbagliare, come io ho fatto, in quest’opera. Ho detto, infatti, che tu devi dare oro da mangiare al nostro vecchio dragone. Ricorda come bene devi operare. Perché se tu darai solo poco oro al Saturnia disciolto, l’oro è per questo dischiuso, ma il mercurio non prenderà; e qui si verifica un’incongruità che non è affatto conveniente. Ho a lungo e con fatica lavorato a quest’afflizione, prima di trovare il modo di riuscirvi. Se pertanto tu darai a lui molto oro, l’oro non sarà abbastanza dischiuso né disposto, ma allora esso prenderà il mercurio, e saranno entrambe sposati. Così i mezzi sono scoperti. Conserva questo segreto, perché è l’intero, e neppure affidalo alla carta, o a qualsiasi altra cosa possa essere vista. Perché potremmo diventare la causa di un grande danno. Ti do sotto il sigillo di segretezza e della tua coscienza, per l’amore che ho per te.

13. Prendi quindi dieci once del rosso Sole, che è come dire, molto fine pulito e purificato nove o dieci volte per mezzo del solo vorace lupo: due once di Saturnia reale; scioglilo in un crogiuolo, e quando sarà sciolto, versalo nelle dieci once di oro fine; sciogli questi due insieme, e mischialo con carbonella intiepidita. Quindi otterrai che l’oro sia un po’ dischiuso. Versalo su una lastra di marmo o in un mortaio di ferro, riducilo in polvere, polverizzalo bene con tre libbre di mercurio. Fallo allora quagliare come formaggio, nel polverizzarlo e lavorarlo ancora e ancora: lava questa amalgama con pura acqua comune che sgorga chiara, fino a che l’intera massa appaia chiara e bianca come la raffinata Luna. La congiunzione della Luna con il reale Saturnia dorato si può considerare effettuata, quando la massa è soffice al tocco come burro.

14. Prendi questa massa, che dovrai gentilmente asciugare con lino o fini bendaggi, con grande cura: questo è il nostro piombo, e la nostra massa del Sole e della Luna, non il volgare, ma il filosofico. Ponilo in una buona storta di terracotta, ma molto meglio di acciaio. Poni la storta in una fornace, ed adattala a ricevere il fuoco per gradi. Due ore dopo aumenta il tuo fuoco così che il Mercurio possa passare nel ricevitore: questo Mercurio è l’acqua del fiorente albero delle rose; è anche il sangue degli innocenti massacrati nel libro di Abramo l’Ebreo. Puoi ora supporre che questo Mercurio ha mangiato un poco del corpo del re, e che esso avrà molta più forza per dissolvere l’altra parte di esso, di qui in avanti, che sarà più coperto dal corpo del Saturnia. Tu sei ora asceso al grado o scalino della scala dell’arte.

Figura 5 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo “La strage degli Innocenti”

15. Togli le feci dalla storta; scioglili in un crogiuolo in un fuoco forte: versali allora in quattro once del Saturnia, (e) nove once del Sole. Allora il Sole si espande nelle dette feci, e si dischiude molto più che la prima volta, come il Mercurio ha più vigore che prima, avrà la forza e la virtù di penetrare l’oro, e di mangiare più di esso, e di riempire la sua pancia con esso per gradi. Opera adesso come all’inizio; sposa il menzionato Mercurio, più forte un grado, con questa nuova massa e vedi di sfarinare il tutto insieme; essi si prenderanno come burro e formaggio; lavali e sfarinali ancora diverse volte, fino a che la nerezza sia andata via: asciugali come detto prima; poni il tutto nella storta, e opera come hai fatto prima, per la durata di due ore, con un fuoco debole, e quindi forte, sufficiente a fare scorrere e fare sì che il Mercurio precipiti nel ricevente, allora tu avrai il Mercurio ancora più attuato, e allora sarai asceso al secondo grado della scala filosofica.

16. Ripeti lo stesso lavoro, versando nel Saturnia in misura dovuta, cioè per gradi, ed opera come prima, fino a che avrai raggiunto il decimo scalino della scala filosofica; quindi prendi il tuo resto. Perché il già citato Mercurio è infiammato, attuato, completamente ingrossato e pieno di zolfo maschio, e fortificato con il succo astrale che era nella profonda coppa dell’oro e del nostro dragone saturnino. Stai sicuro che sto ora scrivendo per te le cose che nessun filosofo ha mai dichiarato o scritto. Perché questo Mercurio è il meraviglioso caduceo, del quale i saggi hanno tanto a lungo parlato nei loro libri, e che attestano abbia in sé il potere di compiere l’opera filosofica, e loro dicono la verità, come ho potuto costatare di persona, per mezzo di esso solo tu sarai in grado di farlo da te, se sarai così disposto: perché questo non è nient’altro che la materia adiacente e la radice di tutti i metalli.

17. Ora che è fatta e compiuta la preparazione del Mercurio, adatto e capace di dissolvere nella sua natura oro e argento, per ottenere naturalmente e semplicemente la Tintura Filosofica, o la polvere che trasforma tutti i metalli in oro e argento.

18. Alcuni credono di avere compiuto l’intero magistero, quando essi hanno preparato il celestiale Mercurio; ma sono grandemente ingannati. Per questa ragione trovano ostacoli prima di cogliere la rosa, per volere di comprensione. E’ vero, infatti, che essendo loro arrivati a conoscere il peso, il regime del fuco, e del modo fruibile, non hanno molto altro da fare, e non potrebbero fallire nemmeno se potessero. Ma in quest’arte esiste un modo di lavorare. Impara pertanto e osserva bene come operare, nel modo che sto per dirti.

Figura 6 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo “Il serpente crocifisso”

19. Nel nome di Dio, dovrai prendere il tuo Mercurio inanimato nella quantità che ti piace; allora lo porrai in un vaso di vetro per se stesso; o due o quattro parti del Mercurio con due parti del Saturnia dorato; che è come dire uno del Sole e due dei Saturnia; il tutto finemente congiunto come burro, lavato, pulito e asciugato; e tu illuminerai il tuo vaso con la luce della conoscenza. Ponilo in una fornace di calde ceneri al grado del calore di una gallina seduta sulle sue uova. Lascia questo detto Mercurio così preparato che ascenda e discenda per lo spazio di 40 o 50 giorni, fino a che vedrai che formerà nel tuo vaso uno zolfo bianco o rosso, chiamato sublimazione filosofica, che sfocerà dai resti del detto Mercurio. Tu raccoglierai questo zolfo con una piuma: è il Sole vivente e la Luna vivente, che il Mercurio ha scacciato da sé.

20. Prendi questo zolfo bianco o rosso, trituralo in un mortaio di vetro o marmo, e versa su esso, in modo scrosciante, una terza parte del suo peso del Mercurio dal quale questo zolfo è stato tratto. Con questi due crea una pasta come burro: metti ancora questa mistura in un bicchiere ovale; posalo su una fornace su un gentile fuoco di ceneri, tiepido, e disposto con industria filosofica. Tienilo in cottura fino a che il detto Mercurio sia mutato in zolfo, e durante tale cottura, vedrai meravigliose cose nel tuo vaso, che è come dire, tutti i colori che esistono nel mondo, che tu non potrai ammirare se non elevando il tuo cuore a Dio in gratitudine per un così grande regalo.

21. Quando avrai ottenuto questo rosso porpora, dovrai raccoglierlo: perché allora la polvere alchemica sarà stata fatta, tramutando ogni metallo in oro fine e massiccio, che potrai moltiplicare bagnandolo come hai già fatto, triturandolo con Mercurio fresco, cocendolo nello stesso vaso, fornace e fuoco, ed il tempo sarà molto più corto, e la sua virtù dieci volte più forte.

Figura 7 – Dal Libro di Abramo l’Ebreo “Serpenti lungo la collina”

22. Questo è quindi l’intero magistero fatto con il solo Mercurio, che alcuni non credono sia vero, perché sono tutti deboli e stupidi, ed incapaci di comprendere questo lavoro.

23. Se tu desiderassi operare in un’altra maniera, prendi del Sole fine in fine polvere o in fogli molto sottili: forma una pasta di essi con 7 parti del tuo Mercurio filosofico, che è la nostra Luna: ponili entrambe in un bicchiere ovale ben pulito; ponilo in una fornace; dai un fuoco molto forte, che è come dire, come dovessi fondere l’acciaio; perché allora tu avrai trovato il vero regime di fuoco; e lascia che il tuo Mercurio, che è il vento filosofico, ascenda e discenda sul corpo dell’oro, che esso mangia per gradi, e porta nella sua pancia. Cuocilo fino a che oro e Mercurio non saliranno e scenderanno più, ma rimarranno entrambe quieti, e allora pace e unione saranno effettive tra i due dragoni, che sono fuoco e acqua entrambe insieme.

24. Allora vedrai nel tuo vaso una gran nerezza come di terra mischiata, che è il segno della morte e della putrefazione dell’oro, e la chiave dell’intero magistero. Fai sì che resusciti allora cocendolo, e non stancarti di cuocerlo: nel corso di questo periodo prenderanno luogo diversi cambiamenti, la materia passerà attraverso tutti i colori, il nero, il colore della cenere, il blu, il verde, il bianco, l’arancio, e finalmente il rosso come è rosso il sangue o il papavero selvatico: punta solo all’ultimo colore, perché il vero zolfo, e la polvere alchemica. Non dico niente precisamente riguardo al tempo; perché dipende dall’industria dell’artista; ma tu non potrai fallire, lavorando come ti ho mostrato.

25. Se tu sei disposto a moltiplicare la tua polvere, prendine una parte, e bagnala con due parti del tuo Mercurio animato; rendilo una pasta soffice e morbida; ponilo in un vaso come hai già fatto, nella stessa fornace e fuoco, e cuocilo insieme. Il secondo giro della ruota filosofica sarà fatto in meno tempo che il primo, e la tua polvere avrà dieci volte maggiore forza. Lascia che la ruota giri ancora fino ad un migliaio di volte, e anche più se tu così vorrai. Avrai allora un tesoro senza prezzo, superiore a tutto quello che è nel mondo, e tu non potrai desiderare niente di più, perché avrai entrambe salute e ricchezza, se le userai propriamente.

26. Tu hai ora il tesoro di tutta la felicità del mondo, che io, un povero rustico di campagna di Pointoise, ho compiuto tre volte a Parigi, nella mia casa, nella strada des Ecrivains, presso la Cappella di St.Jacques de la Boucherie, e che io Flamel do a te, per l’amore che nutro per te, l’onore di Dio, per la Sua gloria, per la preghiera del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il corrispondente Francese [che ha offerto la versione Francese all’editore per la traduzione in Inglese per questa pubblicazione del 1806] aggiunge: “Questo è quel che ho trovato alla fine del Manoscritto”

Essi asseriscono che l’originale di questo lavoro è stata scritta ai margini della pelle di un Libro di Salmi, nella scrittura autentica di Nicholas Flamel, in favore di suo nipote. Il processo era scritto in cifre, per meglio mantenere il segreto. Ogni lettera era formata in quattro modi differenti, così per creare l’intero alfabeto sono state impiegate 96 lettere. Padre Pernetti e Monsieur de Saint Marc hanno decifrato questo scritto con molta difficoltà. M.de St. Marc era sul punto di lasciare; ma Padre Pernetti, che aveva già trovato le vocali, lo incoraggiò ad andare avanti, e riuscirono finalmente nell’impresa, con completo successo, attorno all’anno 1758.

Fonte: www.levity.com

Inno a Iside rinvenuto a Nag Hammadi

Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

III- IV secolo avanti Cristo,
rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto.

Preghiera a Iside

“Tu, invero, santa e sempre pronta a venire in soccorso di tutti gli uomini,
sempre generosa nei confronti dei mortali, ai miseri in disgrazia accordi l’amore dolce della madre.
Neanche un giorno o una notte e neanche un solo momento, per quanto breve possa essere,
passa privo della tua benedizione,
senza che tu protegga gli uomini in terra e mare e offra la tua destra che offre soccorso,
allontanate le tempeste dell’esistenza,
grazie alla quale sciogli anche i lacci inestricabilmente aggrovigliati di ogni destino,
calmi le tempeste della fortuna e arresti i crudeli corsi degli Astri.
Gli Dei superstiti ti venerano,
gli inferi ti onorano,
tu fai ruotare la sfera del cielo,
illumini il sole,
governi il mondo e calchi il Tartaro.
Grazie a te le stelle diventano propizie,
grazie a te tornano le stagioni,
gli Dei si rallegrano e gli elementi sono tuoi schiavi.
Ad un tuo cenno soffiano i venti, le nubi danno nutrimento, i semi germogliano, i germogli crescono.
Gli uccelli che attraversano il cielo,
le fiere che si aggirano suoi monti,
i serpenti che si nascondono sul terreno,
i mostri che nuotano nel mare temono la tua maestà.
Ma le mie capacità sono troppo deboli per far riecheggiare le tue lodi,
né sono così ricco da poterti offrire dei sacrifici, né ho una così grande fecondia da poter dire quelle cose che provo per la tua maestà,
né sarebbero sufficienti mille bocche ed altrettante lingue,
né una concatenazione senza fine di un sermone instancabile.
Pertanto cercherò di fare soltanto quello che invero può fare uno che è devoto ma per il resto è povero:
contemplerò le tue sembianze divine e il tuo santissimo nume riposti nei più segreti recessi del mio cuore custodendoli in eterno”.

(APULEIO, Metamorphoses, XI, 25)

Inno a Iside – Tempio di Philae

Inno I

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro, protettore di suo padre,
Che fa cadere i ribelli.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Min-Horus, l’eroe che abbatte il suo nemico,
E compie un massacro in ciò.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Khonsu-il-potente, il figlio reale del Signore dell’Eternità,
Signore della Nubia, sovrano delle terre straniere.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro, che ha costruito i templi dell’Enneade,
E da forma ad ogni immagine divina.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro che protegge l’Egitto,
Signore del Nome*, sempre.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Inno II

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
La custode suprema dei Dorati nei templi,
La figlia maggiore, la prima (nata) da Geb.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
Il Toro, il Leone che rovescia tutti i suoi nemici,
Il Signore e sovrano dell’Eternità.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Eletta di Onnophris,
La giovane perfetta che compie massacri tra i ribelli
delle Due Terre.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
Colei che protegge suo fratello e veglia sullo stanco-di-cuore.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
L’Eterno che ringiovanisce se stesso, che si elevò sull’Eternità:
Tu sei con lui a Biggeh.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Inno III

O Iside, la Grande, Madre di Dio, Signora di Philae,
Moglie di Dio, Adoratrice di Dio, e Mano di Dio,
Madre di Dio e Grande Sposa Reale,
Adornamento e Signora degli Ornamenti del palazzo.

Signora e desiderio dei Campi Verdi,
Fanciulla che riempie il palazzo con la sua bellezza,
Fragranza del palazzo, padrona della gioia,
Che completa il suo corso nel Luogo Divino.

Nube di pioggia che rende verdi i campi quando discende,
Fanciulla, dolce d’amore, Signora dell’Alto e del Basso Egitto,
Che dispensa ordini nella divina Enneade,
In accordo a tali comandi si governa.

Principessa, grande nella lode, signora di fascino,
il cui viso apprezza il gocciolio della mirra fresca.

Inno IV

Iside, datrice di vita, che risiede nel Tumolo Sacro, Satis, Signora di Biggeh:
Lei è quella che defluisce l’Innondazione
Che fa vivere tutte le genti e crescere verdi pianti,
Che fa offerte divine per gli dei,
E invocazioni-offerte per i Trasfigurati.

Perché lei è la Signora di Cielo,
Il suo uomo è il Signore degli Inferi,
Suo figlio è Signore della Terra,
Il suo uomo è l’acqua pura, ringiovanendo se stesso a Biggeh nel suo tempo.

(Invero), Lei è la Signora di Cielo, Terra, e degli Inferi,
Avendo portato loro all’esistenza attraverso ciò che il suo cuore concepì e
le sue mani crearono,
Lei è il “Bai” che è in ogni città,
Vegliando su suo figlio Horus e su suo fratello Osiride.

Inno V

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, adora sua madre Iside, la Signora del Cielo:

Possa ella venire alla sua casa per unirsi alla sua Immagine,
La sua luminosità inondare i volti,
Come (la luminosità di) Ra quando si mostra al mattino.

L’Horus femmina, amata dal Grande Horus,
Madre di Horus, creata da Atum,
Grande Sposa Reale, unito con Ra,
Che protegge suo fratello Osiride.

Che prende possesso delle Due Terre,
Sovrana di dei e dee;
Che attacca i potenti,
Più possente dei possenti, più forte dei forti;
Che sbaraglia milioni tagliando (loro) la testa,
Grande nel Massacro contro il suo Nemico.

Signora della fiamma che assalta i ribelli,
Che uccide Apophis in un istante,
Uraeus di Ra, la Spirale sulla sua testa,
Che da ordini nella barca del Re dell’Alto e Basso Egitto.

O Iside, la Grande, Madre di Dio, Signora di Philae,
Madre di Horus, figlia di Ra, amata molto dal suo cuore,
Signora dei suoi aspetti nella Tenda Sacra,
Adorata nei (suo) santuari:

Rendi duraturi gli anni del Figlio di Ra, Signore delle Corone, Tolomeo,
Stabile come il Falcone su Serekh,
Possa egli gloriosamente apparire come Re dell’Alto e Basso Egitto sul trono di Horus,
Eternamente, come Ra.

Inno VI

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, adora sua madre Iside,la Signora -Wosret:

Vieni al Palazzo, tu che fai vivere dei e uomini,
(Tu) a cui Ka Heh di inchina,
Che Ra ha innalzato sulla sua testa,
Che brilla come un diadeda sulla sua fronte.

Tu sei colei che solleva e disperde le tenebre,
Scintillante qunado attraversa l’oceano primordiale,
La Brillante nelle (celesti) acque
Viaggiando nella barca di Ra.

Horus dell’Est presenta a te la Grande the Great Oblazione,
Ed il Posto che è in Eliopolis è in festa;
Offerte sono tributate a Lei in Eliopolis nella Festa del sesto giorno,
Gloriose sono le grandi feste quando molte festività sono celebrate per Lei
Con ricche offerte a Biggeh.
Per sempre per il Suo Ka, eternamente.

Riposa nel grande, augusto Palazzo;
Vieni al Palazzo dell Feste nel tempo delle solenni offerte;
O Dorato, Ra, padrone delle Due Terre, non sarà mai lontano (da) te,
Così che il Nobile possa circumnavigare il regno dei morti in compagnia di suo fratello Osiride.

(O Iside), proteggi il figlio di Ra, Tolomeo, il Distinto,
La Sua Maestosità (è) Horus sul trono del Fanciullo,
Ora e per sempre.

Inno VII

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, Figlio di Ra, Tolomeo,
E’ giunto davanti a te, O Iside, la Grande, Madre di Dio, portandoti i sistri per pacificarti con essi.

Suono i sistri davanti al tuo bel volto,
Iside, Datrice di Vita, che risiedi nel Sacro Tumulo,
Occhio di Ra che non ha eguali in Cielo e in terra.

Grande d’amore, signora delle donne,
Che riempie Cielo e terra con la sua bellezza,
Divina madre di Kamutef,
Grande Sposa Reale di Onnophris.

Augusta, Grande Signora nella Sala del Principe,
Potente nella Magione della sacra pietra benben,
Che governa la barca divina.

Grande dea in Hikuptah,
Signora di Ta-ankh,
Padrona di Tebe e Signora di Isheru,
Grande nelle manifestazioni a Biggeh:
Grande Dea prima nell’Alto Egitto,
Signora del Basso Egitto,
Possa il tuo volto essere grazioso verso tuo figlio Horus, Tolomeo.

Salve, Signora, Figlia di Menhyt,
Signora di Buto, Signora di Pe, Padrona di Dep,
Con l’alta Corona Bianca a El-Kab,
Signora del Sacro Tumulo, Padrona di Philae,
A cui appartiene Imu, tu che sei esaltata a Sais,
Neith, Signora dell’inebriamento ne (la stagione de) le fresche acque dell’inondazione,
Giubilio a Pe, ringiovanimento a Dep:
Poteggi il Figlio di Ra, Tolomeo, per sempre.

Inno VIII

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, adora sua madre:

Salute a te, Iside, Grande nei poteri magici,
La maggiore nel grambo di suo madre,Nut,
Potente nel Cielo davanti a Ra.

Adorazione per te nella barca notturna,
Giubilio per te nella barca diurna,
Tu che dai vita a tutti gli dei.

Il Figlio di Ra, Tolomeo, è giunto davanti a te, Signora della Vita,
In questo giorno in cui sei gloriosamente apparsa,
Per legare a te il Diadema Uraeus,
Per fissare a te il Possente,
Usirkare-meramun, tuo figlio Horus.

Possa il tuo Ka essere in pace, O Signora della Vita,
In questo giorno in cui sei gloriosamente apparse,
Tu che gli dei hanno propiziato dopo la (tua) ira.

O amata di Ra che sei nella sua barca,
Respingendo Apophis con l’efficacia della tua parola,
Guarda, Tolomeo è giunto davanti a te,
Che, purificato, possa adorare la tua bellezza.

I mali dell’anno passato che hanno aderito a lui sono stati mandati via,
I suoi mali di questo anno, sono stati scacciati,
La sua schiena è volta ad essi;
Egli ha presentato offerte propiziatorie per loro conto,
E la sua faccia è volta alla Signora:
Quanto sei di nuovo benvenuta.

Egli non ha fatto nulla di abominevole contro gli dei di questa città,
Egli non ha commesso alcun male;
Nulla sarà detto contro di lui dagli assessori e dagli scribi delle Due Terre,
Quelli che infliggono ferite come parte annuale,
Che guidano e tirano gli armenti al blocco sacrificale del dio.

Egli è protetto per quest’anno,
Dagli incantesimi ostili che (lo) accompagnano,
In pace, in pace, O Felice Anno Nuovo,
Egli soddisferà pienamente il tuo Ka con le offerte, (O Iside).
Il suo volto è (permeato) di vita.

Il discorso di Jacob ai candidati

Ritengo illuminante nella serie tv Lost il discorso finale che Jacob fa ai candidati per spiegargli finalmente il motivo per cui erano stati portati sull’Isola.

Jacob recluta nel mondo speciali candidati che decide di portare sull’Isola per offrirgli un’opportunità di riscatto da una vita triste e piena di problemi. La missione è quella di proteggere l’Isola dal Fumo Nero che vuole impadronirsi della Luce, ma il fatto che loro siano candidati non vuol dire che sono destinati a portare a termine questo lavoro. Gli è stata data una possibilità, ma è da soli che dovranno essere in grado di capire l’importanza della missione. Jacob infatti non aiuta mai nessuno a raggiungere il suo scopo perchè vuole che tutti trovino da sè la loro strada, in modo che sia una loro scelta. Portando i candidati sull’Isola, lui vuole dimostrare al Fumo Nero che ha torto, che gli uomini non sono tutti corruttibili e distruttori ma anche capaci di compiere grandi imprese.

Tutti i candidati presenti sul volo Oceanic 815 erano quindi stati portati lì per una ragione. Le loro vite di prima infatti erano a pezzi e conducevano tutti una squallida e patetica esistenza, senza qualcosa che desse un senso alla propria vita, ma l’Isola dà loro l’opportunità finalmente di trovare uno scopo e di impegnarsi in una missione piu’ grande. La ricerca della Verità. Qui i personaggi vengono sottoposti a prove durissime, affrontano finalmente i propri demoni e possono manifestare pienamente le loro potenzialità. Cominciano a chiedersi chi sono realmente e qual è il senso della loro vita, in breve sono spinti a cercare e capiscono che hanno l’opportunità di cambiare il loro destino. Ma per far questo dovranno farsi una ragione di quello che gli sta accadendo. Cosa che alla fine riuscirà a fare Jack che si sacrificherà per salvare l’Isola. Ma non perchè è stato scelto da Jacob, ma perchè LUI ha scelto di farlo. Avrebbe potuto farlo chiunque, se davvero avesse sentito l’importanza di questo lavoro.

Teniamo ben presente un fatto, quindi. L’unica cosa che ci è stata lasciata in questa valle di lacrime è la scelta, e non dobbiamo mai dimenticarlo. NON CI SONO PERSONE DESTINATE A FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE, MA PERSONE CHE SCELGONO DI ESSERE DESTINATE A FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE. Il risveglio della scintilla divina non è frutto di predestinazione, non ci sono anime destinate a risvegliarsi indipendentemente dal lavoro spirituale fatto su questa terra. Se non si è lavorato sul proprio karman non ci sarà nessuna salvezza. Un’anima può scendere come può salire.

Cristo allude al numero delle anime perfette di Melkizedek come la totalità delle scintille che si reintegreranno di nuovo nell’ologramma divino, ma questa risalita sarà sempre alimentata da una scelta di quell’anima. Quel numero perfetto evidentemente sarà costituito da quelle anime che hanno scelto di risvegliarsi. Nessuno parte sconfitto in partenza, e nessuno ha già vinto in partenza. E certo nessuno verrà a tenderci la mano per dirci come dovremo comportarci. Saremo noi che dovremo essere in grado di acquisire quella consapevolezza di volerci risvegliare. Tutto perde di significato se è qualcun altro a muovere i fili indipendentemente dalla nostra facoltà di scelta. Dove starebbe allora il senso del sacrificio e della morte iniziatica? Siamo noi che dobbiamo scegliere da che parte stare. Così come ci sono anime evolute che possono perdersi lungo il cammino, allo stesso modo anche delle anime smarrite possono trovare la Via. Non è precluso niente a nessuno. Dipende dalla nostra perseveranza e dalla nostra fede.

Credo tuttavia che esista un destino che voglia condurre certe anime verso la salvezza, preservandole dalle tentazioni del mondo, ma se questa “correzione della rotta” non è alimentata da una nostra scelta, una scelta di voler intraprendere un percorso duro e faticoso, non saremmo per niente consapevoli dell’importanza del lavoro che ci accingiamo a compiere, e ci perderemmo per strada, senza riuscire a compiere quel potenziale destino. Basta un attimo di distrazione e buttiamo al macello tutto il lavoro fatto in precedenza. Non ci vuol nulla a ruzzolare giù e non sarà certo la predestinazione a farci rialzare.

Tutti i candidati che Jacob aveva portato sull’Isola prima di quelli del volo Oceanic 815, infatti, erano morti. Ma perchè? Perchè giustamente Jacob voleva che se la cavassero da soli, che imparassero a distinguere il bene dal male senza i suoi suggerimenti. Non sono stati in grado di farsi una ragione del motivo per cui erano stati portati sull’Isola e si sono persi per strada. Lo stesso che capiterà a noi se non capiremo il motivo per cui siamo qui.

Quindi, morale della favola… nessuno di noi è destinato a risvegliarsi se non comprenderà l’importanza di questo lavoro. Il Padre potrà darci una possibilità di riscatto, pilotando certi eventi della nostra vita in modo da farci avvicinare a questo mistero, ma nulla più, starà a noi farci una ragione di quanto ci sta capitando e capire in che direzione dobbiamo andare.

Combattere i demoni

Lost Episodio 1×01 – Pilota

Il giorno dello schianto, Jack sta cercando di suturarsi una ferita sulla schiena che però non riesce a raggiungere. Convince Kate ad aiutarlo a chiudere la ferita e per tranquillizzarla le racconta un episodio della sua vita. Le dice che una volta anche lui si era spaventato durante un’operazione ma che aveva sconfitto la paura. Il racconto diventa un legame tra i due e Kate utilizza la stessa tecnica di Jack in molte occasioni.

“Beh, la paura è una cosa strana. Durante il mio tirocinio, il mio primo intervento fu di chirurgia spinale su una ragazza, una sedicenne. Alla fine, dopo tredici ore, la stavo richiudendo e… le lacerai la dura madre che riveste il midollo spinale è pieno di terminazioni nervose. E’ una membrana sottilissima e, niente da fare, mi si ruppe. I nervi cominciarono a saltare fuori come se fossero capelli d’angelo. E il fluido spinale cominciò a colare. Il terrore fu improvviso, angosciante, e così vero. Ero cosciente di dover reagire. E presi una decisione. Che la paura facesse il suo corso, che si impadronisse di me, ma solo per cinque secondi tanti gliene concessi. E iniziai a contare 1, 2, 3, 4, 5. E mi passò. Tornai al lavoro la ricucii e tutto finì bene.”

Ci dobbiamo lasciare divorare dai nostri demoni o paure che siano, lasciare che si impadroniscano di noi, guardarli in faccia, e annientarli dall’interno. E’ chiaro che non c’è una ricetta preconfezionata valida per tutti, ognuno dovrà capire da sé come affrontare la cosa praticamente, ma la tecnica di fondo deve essere questa: farci mangiare dal nostro demone, osservarci schiavi della sua forza, vedere come ci comanda, e poi darci il tempo di prendere atto di tutto ciò. Concediamogli cinque secondi, o quanti ne vogliamo, lasciamo che per tutto questo tempo ci possieda, ma facciamolo consapevolmente. Vedremo che la nostra consapevolezza salirà sempre di più e non gli daremo più modo di risucchiarci. Alla fine ci vomiterà e saremo liberi. Certo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e non si può ottenere tutto subito, ma è un inizio, proviamoci…