Tao: l’unione degli opposti

“Quando farete in modo che due siano uno, e farete sì che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina, e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un’immagine al posto di un’immagine, allora entrerete nel Regno.” (Vangelo di Tommaso, 22)

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Nuovo regalo dalle Gerarchie

Riporto il video di uno strepitoso Crop Circle apparso il 15 agosto 2011 a Jubilee Plantation nel Wiltshire, in Inghilterra. Il disegno riprodotto al suolo rappresenta il Penteract o Penteratto, ossia un ipercubo nello spazio a 5 dimensioni. Il simbolismo presente nella figura, estremamente complesso, si inserisce a pieno titolo nell’alveo della Tradizione Primordiale e senz’altro veicola dei forti messaggi subliminali per risvegliare gli archetipi superiori sepolti dentro di noi. Tuttavia, comprendere davvero cosa ci voglia dire questo disegno specifico è impresa ardua, almeno per il sottoscritto, e proprio per questo apro lo spazio a chiunque voglia dare il suo contributo per l’interpretazione.

Le Gerarchie di Luce Superluminale comunicano anche così

di Chiara Rovigatti

Checché ne pensino i membri del CICAP, i cerchi nel grano non sono frutto di tecnologia umana: sono uno dei modi scelti dalle Gerarchie di Luce Superluminale affinchè l’uomo prenda coscienza della sua vera origine e dei suoi obiettivi. NOSCE TE IPSUM: ecco cosa ci dicono gli agro-glifi perché, se non si conosce COSA siamo, DA DOVE veniamo e DOVE siamo diretti, l’essere umano è purtroppo condannato a fare la fine del criceto impazzito, che continuerà a girare nella ruota della falsa realtà, quella del destino delle stelle bugiarde. Per questo povero uomo non ci sarà alcuna possibilità di salvezza.

Perché le Gerarchie di Luce comunicano anche attraverso i crop circle? Perché un Essere di Luce appartiene ad un livello vibrazionale talmente alto rispetto al nostro che, se sperimentato da questo nostro involucro chiamato corpo, questo incorrerebbe nella distruzione totale non essendo in grado di sopportarne la potenza. Va premesso che ogni livello di manifestazione può, per sua intrinseca composizione, com-prendere il proprio livello vibrazionale e quello immediatamente precedente, ma NON il successivo. La vibrazione di uno stato si può rallentare (livello inferiore), ma non alzare per la ragione appena detta e, il livello inferiore, corrisponde sempre ad una “solidificazione” della realtà.

Quindi, giocoforza, gli Spiriti Maestri sono “obbligati” ad usare un linguaggio simbolico per “parlarci”, tanto che i cerchi nel grano sono strutturati in modo da formare simboli della Tradizione Spirituale Primordiale (simboli della Scienza Sacra), patrimonio della spiritualità di qualsiasi uomo, non importa da quale latitudine provenga. Siccome, riproporre un simbolo significa attivare il potere vibrazionale insito in quel dato simbolo (cioè il simbolizzato), è chiaro che, in questo momento di transizione in cui sia l’uomo che il pianeta sono chiamati ad operare un salto vibrazionale verso l’ottava superiore, i glifi costituiscono un aiuto preziosissimo per assorbire i pesanti contraccolpi che questo cambiamento molecolare ci comporterà. Cambiamento molecolare l’ho chiamato, perché si tratta di una vera e propria transustanziazione.

E’ pensiero condiviso da alcuni che il fenomeno dei crop circle (iniziato intorno agli anni ’90 del secolo scorso) stia addirittura cessando, perché si dice che quanto ci doveva essere comunicato dall’Alto è già stato compiuto. Se così fosse, si tratterebbe di quella che viene chiamata LA NOTTE NERA DELL’ANIMA, quando la Divinità si ritira lasciando l’uomo solo a se stesso essendo il momento che chiude totalmente col passato per entrare in uno stadio più avanzato. Va detto che ogni figlio dello Spirito esperimenta LA NOTTE NERA DELL’ANIMA ogniqualvolta riesce a fare un… salto di qualità.

Personalmente non penso che questo si stia verificando pur essendo con molta probabilità un evento molto vicino. E’ vero che, a parte i glifi falsi opera di umani riconoscibili per le imperfezioni nei loro disegni, le immagini dei simboli proposti sono andate via via semplificandosi e, questo, a parer mio può indicare che si è passati dalla fase iniziale di addestramento per risvegliare le coscienze addormentate tramite il ricordo degli archetipi (i crop con i simboli Tradizionali), alla fase più sintetica (falsamente reputata semplice) che segna a mo’ di memento la summa finale di quanto precede.

E, a quest’ultima fase, appartengono i due cerchi apparsi a Poirino (Torino): il primo il 13/06/2010 e, il secondo un anno dopo, il 20/06/2011.

Poirino, 13/06/2010

Come si noterà, si tratta di un bellissimo fiore della vita: niente meno che la struttura del Creato, soprannominato per questa ragione anche “la Genesi” in quanto diviso in 6 tempi differenti, proprio come il processo creativo di Dio descritto nella genesi biblica. Come si nota, si tratta di 6 cerchi interconnessi secondo lo schema della sezione aurea ed è un simbolo che si ritrova dappertutto: etruschi, cinesi, cristiani e tibetani. Viene considerato il mezzo tramite il quale viaggiano le informazioni nel micro e macrocosmo, e simbolizza il completamento dell’opera creativa nel mondo. Il fiore della vita simbolizza l’Uomo Perfetto e, come l’antahkarana tibetano che si basa anch’esso sul 6, è la Realizzazione nella dimensione terrena, lo stato finale di un ciclo evolutivo. Quindi, per riassumere, il suo significato è di Vita nel senso di raggiungimento della perfezione divina nella materia.

Poirino, 20/06/2011

Questo cerchio invece sembra il perfezionamento del precedente o, meglio, il proseguimento: si sviluppa sulla base del 7 e, per di più, nel centro presenta l’emblema di Melkisedeq (il trianello) raggiato come se fosse un sole. Su Melkisedeq non mi dilungo, così come non mi dilungo neanche sui 7 Arconti perchè qui non è il caso di questo crop, dato che al centro porta il marchio di Melkisedeq. Quindi, mi piace iniziare dall’alfabeto ebraico dove il 7 corrisponde alla lettera zayin che simbolizza l’arma, la spada: la spada del Kerubh Mikhael capo dell’Esercito Celeste (e anche su di Lui non mi dilungo…). Sempre nell’alfabeto ebraico, il 7 di zayin segna la morte (della materia) che comporta il ritorno (a Casa) e, di conseguenza, la Rinascita e la ri-fusione nel Tutto.

Il settenario, se non si è ancora capito, è il numero biblico per eccellenza: rappresenta i giorni della creazione e, il settimo in particolare, è quello del riposo di Dio (cioè della realizzazione finale del Suo atto creativo). Il 7, non essendo divisibile che per 1 e se stesso, è quindi un ritorno all’Uno. Questo numero quindi sancisce un ciclo completo: è la perfezione dinamica che contiene in sè il germe del cambiamento (la Risurrezione) e quello di una nuova fase (il salto vibrazionale all’ottava superiore).
Martinez de Pasqually dice che lo Spirito Santo (sempre Melkisedeq, il Logos) nel suo numero radicale è 7, perchè opera sul 4 (materia, corpo fisico) e sul 3 (lo Spirito). Nella tradizione ermetica, poi, al 7 è anche attribuito il doppio potere delle chiavi: dell’aprire (solve) e del chiudere (coagula).

Per riassumere, devo dire che questo crop rappresenta il compendio della Grande Opera sancita dalla presenza del Padre Santo nel suo centro.
Cosa aggiungere di più? Forse ci siamo davvero, lo interpreto come un chiaro segnale che i tempi non solo sono maturi, ma che sono alle porte…

E’ stato il mio amico Giovanni, caro compagno di Percorso che abita vicino a Torino, ha parlarmi di queste due formazioni apparse non lontano da casa sua, e mi ha riferito di essere rimasto molto colpito da due dettagli riscontrati su quest’ultimo cerchio da lui personalmente visitato:

Le spighe sono ordinatamente piegate in avanti, ma sono anche leggermente incurvate secondo il raggio del cerchio. Questo esclude totalmente l’ipotesi che siano state piegate con un mezzo meccanico, visto che ben difficilmente potrebbe arcuarle, una per una, secondo la curvatura del cerchio stesso.
Lui ha misurato ben 30000 gradi Bovis come emissione energetica, valore massimo previsto e molto difficile da riscontrare in natura.

Un’ultima nota ridicola perché, se presa seriamente, ci sarebbe da essere sconsolati davanti alla cecità a cui può giungere un essere umano.
Giovanni, ha aggiunto infine che, e qui sta il ridicolo, al momento era presente anche una rappresentante del CICAP che ha proferito con baldanza le seguenti parole: “E sì, si tratta proprio di opera umana…”.

Io non aggiungo altro, dico solo

OSSERVATE E GIUDICATE DA SOLI!!