Akhenaton: il primo messaggero del Logos

Un tributo ad Akhenaton: il Faraone del Sole, Colui che prima di ogni altro ha portato alla ribalta agli occhi del mondo la Religione Universale dell’UNO. Attraverso di lui, il Logos ha suonato il primo squillo di tromba per risvegliare le coscienze assopite nel sonno. Un torpore che certamente regnava sovrano nell’Egitto della XVIII dinastia – siamo circa al 1350 a. C. – sottomesso alle regole dogmatiche della casta sacerdotale di Amon, manifestazione vivente della massima corruzione e ipocrisia.

Akhenaton cerca di svegliare il popolo, invitandolo a sganciarsi dai tentacoli del clero egizio, il cui unico fine era quello di acquisire potere sulle masse e trarre vantaggi economici dalla sua posizione. Attraverso il clero, gli Arconti hanno sempre cercato di impedire il risveglio della scintilla divina all’interno dell’uomo.

La rivoluzione di Akhenaton mette in discussione tutta la casta sacerdotale del tempo perché si fa portatore della Religione del Dio Interiore, una cosa inaccettabile per i preti di Amon, che si vedono perdere il controllo sul popolo e spogliati di tutto il loro potere. Purtroppo il Faraone non durerà molto. I nemici che si è fatto sono troppi e all’età di soli 30 anni viene avvelenato a tradimento dai sacerdoti e dall’esercito.

Successivamente, è stato fatto di tutto pur di cancellare le sue tracce dalla storia, ma il messaggio di Akhenaton non è mai morto: è ancora vivo e vivrà per sempre in tutte quelle anime che bramano di risvegliarsi. Ha anche preceduto l’avvento di Cristo, anticipando i suoi insegnamenti. Diamo un’occhiata:

“Non avete bisogno dei sacerdoti. Dio è ovunque e quindi anche dentro di voi. Dove andate a cercarlo e ad adorarlo? C’è un solo Dio, e quello siete e sarete, se solo vi proporrete di trovarlo dentro di voi.” (Akhenaton)

“Gesù disse: se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.” (Vangelo di Tommaso, 3)

E ora riportiamo qui il bellissimo Inno al Sole di Akhenaton, un’autentica perla della letteratura religiosa. Pochi testi vibrano con la stessa intensità, da toccare così profondamente le corde della nostra anima…

Inno al Sole del Faraone Akhenaton scritto nella tomba di AY

I
Tu ti ergi glorioso ai bordi del cielo, o vivente Aton!
Tu da cui nacque ogni vita.
Quando brillavi dall’orizzonte a est
riempivi ogni terra della tua bellezza
sei bello, grande, scintillante,
Viaggi al di sopra delle terre che hai creato,
abbracciandole nei tuoi raggi,
tenendole strette per il tuo amato figlio (Akhenaton).
Anche se sei lontano, i tuoi raggi sono sulla Terra;
Anche se riempi gli occhi degli uomini, le tue impronte non si vedono.

II
Quando sprofondi oltre il confine occidentale dei cieli
la terra è oscurata come se fosse arrivata la morte;
allora gli uomini dormono nelle loro stanze,
il capo coperto, incapaci di vedersi tra loro;
vengono loro sottratti i tesori da sotto la testa
e non lo sanno.
Ogni leone esce dalla sua tana,
tutti i serpenti emergono e mordono.
Il buio è totale e la terra silente:
Colui che li ha creati riposa nell’orizzonte.

III
La terra si illumina quando sorgi
Con il tuo disco scintillante di giorno.
Davanti ai tuoi raggi l’oscurità viene messa in fuga
il popolo delle Due Terre celebra il giorno,
tu lo svegli e lo metti in piedi,
loro si lavano e si vestono,
Sollevano le braccia lodando il tuo apparire,
poi su tutta la terra cominciano il loro lavoro.

IV
Le bestie brucano tranquille,
gli alberi e le piante verdeggiano,
gli uccelli lasciano i loro nidi
e sollevano le ali lodandoti.
Tutti gli animali saltellano sulle zampe
tutti gli essere alati volano e si posano di nuovo
tornano alla vita quando tu sorgi.

V
Le navi salpano su e giù per il fiume.
Alla tua venuta si aprono tutte le strade.
Di fronte al tuo volto i pesci saltano nel fiume.
I tuoi raggi raggiungono l’oceano verde.
Tu sei colui che mette il seme maschile nella donna,
tu sei colui che crea il seme nell’uomo,
tu sei colui che risveglia il figlio nel ventre della madre,
accarezzandolo perché non pianga.
Anche nell’utero sei la sua balia.
Tu dai respiro a tutta la tua creazione,
aprendo la bocca del neonato,
e dandogli nutrimento.

VI
Quando il pulcino cinguetta nell’uovo
gli dai il respiro perché possa vivere.
Tu porti il suo corpo a maturazione
in modo che possa rompere il guscio.
E così quando lo rompe corre sulle sue zampette,
annunciando la sua creazione.

VII
Quante sono le tue opere!
Esse sono misteriose agli occhi degli uomini.
O unico, incomparabile dio onnipotente,
tu hai creato la terra in solitudine
come desidera il tuo cuore,
gli uomini tu hai creato, e le bestie grandi e piccole,
tutto ciò che è sulla terra,
e tutto ciò che cammina,
tutto ciò che fende l’aria suprema,
tu hai creato strani paesi, Khor e Kush
e anche la terra d’Egitto,
tu metti ogni uomo al posto giusto
con cibo e possedimenti
e giorni che sono contati.
Gli uomini parlano molte lingue,
sono diversi nel corpo e nella pelle,
perchè tu hai distinto popolo da popolo.

VIII
Negli Inferi tu fai sì che il Nilo straripi,
conducendolo a tuo piacimento a portare vita agli egizi.
Anche se tu sei signore di tutti loro, signore delle loro terre,
ti affatichi per loro, brilli per loro,
di giorno sei il disco solare, grande nella tua maestà,
anche alle terre lontane hai portato la vita,
stabilendo per loro un’inondazione del Nilo nei cieli,
che cade come le onde del mare
bagnando i campi su cui abitano.
Quanto eccelse sono le tue vie, o Signore dell’eternità!
Hai stabilito un Nilo nei cieli per i forestieri.
Per il bestiame che cammina ogni terra,
ma per l’Egitto il Nilo sgorga dall’aldilà.
I tuoi raggi nutrono campi e giardini.
E’ per te che vivono

IX
Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature,
l’inverno per rinfrescarle, l’estate perchè
possano gustare il tuo calore.
Hai creato cieli lontani in cui tu possa risplendere.
Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto
apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano.
Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme
città e villaggi, campi, strade e il fiume.
Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole.

X
Non c’è nessuno altro che ti conosca tranne Akhenaton,
tuo figlio.
Gli hai dato comprensione dei tuoi intenti.
Lui capisce il tuo potere.
Tutte le creature del mondo sono nelle tue mani,
proprio come tu le hai fatte.
Con il tuo sorgere, esse vivono.
Con il tuo tramontare, esse muoiono.
Tu stesso sei la durata della vita. Gli uomini vivono attraverso di te.
I loro occhi ricolmi di bellezza fino all’ora del tuo tramonto.
Ogni fatica viene messa da parte quando tu sprofondi a ovest.

XI
Tu hai stabilito il mondo per tuo figlio,
lui che è nato dal tuo corpo,
Re dell’Alto Egitto e del Basso Egitto,
che vive nella verità, Signore delle Due Terre,
Neferkhepure, Wanre
il Figlio di Re,
che vive nella verità, Signore dei Diademi,
Akhenaton grande nella lunghezza dei suoi giorni.
E per la Nobile Moglie del Re
lei che lui ama,
per la Signora delle Due Terre, Nefernefruate-Nefertiti,
possa lei vivere e fiorire per l’eternità.

GRAZIE AKHENATON!!!

Inno a Iside rinvenuto a Nag Hammadi

Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

III- IV secolo avanti Cristo,
rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto.

Preghiera a Iside

“Tu, invero, santa e sempre pronta a venire in soccorso di tutti gli uomini,
sempre generosa nei confronti dei mortali, ai miseri in disgrazia accordi l’amore dolce della madre.
Neanche un giorno o una notte e neanche un solo momento, per quanto breve possa essere,
passa privo della tua benedizione,
senza che tu protegga gli uomini in terra e mare e offra la tua destra che offre soccorso,
allontanate le tempeste dell’esistenza,
grazie alla quale sciogli anche i lacci inestricabilmente aggrovigliati di ogni destino,
calmi le tempeste della fortuna e arresti i crudeli corsi degli Astri.
Gli Dei superstiti ti venerano,
gli inferi ti onorano,
tu fai ruotare la sfera del cielo,
illumini il sole,
governi il mondo e calchi il Tartaro.
Grazie a te le stelle diventano propizie,
grazie a te tornano le stagioni,
gli Dei si rallegrano e gli elementi sono tuoi schiavi.
Ad un tuo cenno soffiano i venti, le nubi danno nutrimento, i semi germogliano, i germogli crescono.
Gli uccelli che attraversano il cielo,
le fiere che si aggirano suoi monti,
i serpenti che si nascondono sul terreno,
i mostri che nuotano nel mare temono la tua maestà.
Ma le mie capacità sono troppo deboli per far riecheggiare le tue lodi,
né sono così ricco da poterti offrire dei sacrifici, né ho una così grande fecondia da poter dire quelle cose che provo per la tua maestà,
né sarebbero sufficienti mille bocche ed altrettante lingue,
né una concatenazione senza fine di un sermone instancabile.
Pertanto cercherò di fare soltanto quello che invero può fare uno che è devoto ma per il resto è povero:
contemplerò le tue sembianze divine e il tuo santissimo nume riposti nei più segreti recessi del mio cuore custodendoli in eterno”.

(APULEIO, Metamorphoses, XI, 25)

Inno a Iside – Tempio di Philae

Inno I

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro, protettore di suo padre,
Che fa cadere i ribelli.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Min-Horus, l’eroe che abbatte il suo nemico,
E compie un massacro in ciò.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Khonsu-il-potente, il figlio reale del Signore dell’Eternità,
Signore della Nubia, sovrano delle terre straniere.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro, che ha costruito i templi dell’Enneade,
E da forma ad ogni immagine divina.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro che protegge l’Egitto,
Signore del Nome*, sempre.

Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.

Inno II

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
La custode suprema dei Dorati nei templi,
La figlia maggiore, la prima (nata) da Geb.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
Il Toro, il Leone che rovescia tutti i suoi nemici,
Il Signore e sovrano dell’Eternità.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Eletta di Onnophris,
La giovane perfetta che compie massacri tra i ribelli
delle Due Terre.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
Colei che protegge suo fratello e veglia sullo stanco-di-cuore.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Tu sei la Prima Sposa di Onnophris,
L’Eterno che ringiovanisce se stesso, che si elevò sull’Eternità:
Tu sei con lui a Biggeh.

Lode a te, Iside, la Grande,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona e Regina degli Dei.

Inno III

O Iside, la Grande, Madre di Dio, Signora di Philae,
Moglie di Dio, Adoratrice di Dio, e Mano di Dio,
Madre di Dio e Grande Sposa Reale,
Adornamento e Signora degli Ornamenti del palazzo.

Signora e desiderio dei Campi Verdi,
Fanciulla che riempie il palazzo con la sua bellezza,
Fragranza del palazzo, padrona della gioia,
Che completa il suo corso nel Luogo Divino.

Nube di pioggia che rende verdi i campi quando discende,
Fanciulla, dolce d’amore, Signora dell’Alto e del Basso Egitto,
Che dispensa ordini nella divina Enneade,
In accordo a tali comandi si governa.

Principessa, grande nella lode, signora di fascino,
il cui viso apprezza il gocciolio della mirra fresca.

Inno IV

Iside, datrice di vita, che risiede nel Tumolo Sacro, Satis, Signora di Biggeh:
Lei è quella che defluisce l’Innondazione
Che fa vivere tutte le genti e crescere verdi pianti,
Che fa offerte divine per gli dei,
E invocazioni-offerte per i Trasfigurati.

Perché lei è la Signora di Cielo,
Il suo uomo è il Signore degli Inferi,
Suo figlio è Signore della Terra,
Il suo uomo è l’acqua pura, ringiovanendo se stesso a Biggeh nel suo tempo.

(Invero), Lei è la Signora di Cielo, Terra, e degli Inferi,
Avendo portato loro all’esistenza attraverso ciò che il suo cuore concepì e
le sue mani crearono,
Lei è il “Bai” che è in ogni città,
Vegliando su suo figlio Horus e su suo fratello Osiride.

Inno V

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, adora sua madre Iside, la Signora del Cielo:

Possa ella venire alla sua casa per unirsi alla sua Immagine,
La sua luminosità inondare i volti,
Come (la luminosità di) Ra quando si mostra al mattino.

L’Horus femmina, amata dal Grande Horus,
Madre di Horus, creata da Atum,
Grande Sposa Reale, unito con Ra,
Che protegge suo fratello Osiride.

Che prende possesso delle Due Terre,
Sovrana di dei e dee;
Che attacca i potenti,
Più possente dei possenti, più forte dei forti;
Che sbaraglia milioni tagliando (loro) la testa,
Grande nel Massacro contro il suo Nemico.

Signora della fiamma che assalta i ribelli,
Che uccide Apophis in un istante,
Uraeus di Ra, la Spirale sulla sua testa,
Che da ordini nella barca del Re dell’Alto e Basso Egitto.

O Iside, la Grande, Madre di Dio, Signora di Philae,
Madre di Horus, figlia di Ra, amata molto dal suo cuore,
Signora dei suoi aspetti nella Tenda Sacra,
Adorata nei (suo) santuari:

Rendi duraturi gli anni del Figlio di Ra, Signore delle Corone, Tolomeo,
Stabile come il Falcone su Serekh,
Possa egli gloriosamente apparire come Re dell’Alto e Basso Egitto sul trono di Horus,
Eternamente, come Ra.

Inno VI

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, adora sua madre Iside,la Signora -Wosret:

Vieni al Palazzo, tu che fai vivere dei e uomini,
(Tu) a cui Ka Heh di inchina,
Che Ra ha innalzato sulla sua testa,
Che brilla come un diadeda sulla sua fronte.

Tu sei colei che solleva e disperde le tenebre,
Scintillante qunado attraversa l’oceano primordiale,
La Brillante nelle (celesti) acque
Viaggiando nella barca di Ra.

Horus dell’Est presenta a te la Grande the Great Oblazione,
Ed il Posto che è in Eliopolis è in festa;
Offerte sono tributate a Lei in Eliopolis nella Festa del sesto giorno,
Gloriose sono le grandi feste quando molte festività sono celebrate per Lei
Con ricche offerte a Biggeh.
Per sempre per il Suo Ka, eternamente.

Riposa nel grande, augusto Palazzo;
Vieni al Palazzo dell Feste nel tempo delle solenni offerte;
O Dorato, Ra, padrone delle Due Terre, non sarà mai lontano (da) te,
Così che il Nobile possa circumnavigare il regno dei morti in compagnia di suo fratello Osiride.

(O Iside), proteggi il figlio di Ra, Tolomeo, il Distinto,
La Sua Maestosità (è) Horus sul trono del Fanciullo,
Ora e per sempre.

Inno VII

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, Figlio di Ra, Tolomeo,
E’ giunto davanti a te, O Iside, la Grande, Madre di Dio, portandoti i sistri per pacificarti con essi.

Suono i sistri davanti al tuo bel volto,
Iside, Datrice di Vita, che risiedi nel Sacro Tumulo,
Occhio di Ra che non ha eguali in Cielo e in terra.

Grande d’amore, signora delle donne,
Che riempie Cielo e terra con la sua bellezza,
Divina madre di Kamutef,
Grande Sposa Reale di Onnophris.

Augusta, Grande Signora nella Sala del Principe,
Potente nella Magione della sacra pietra benben,
Che governa la barca divina.

Grande dea in Hikuptah,
Signora di Ta-ankh,
Padrona di Tebe e Signora di Isheru,
Grande nelle manifestazioni a Biggeh:
Grande Dea prima nell’Alto Egitto,
Signora del Basso Egitto,
Possa il tuo volto essere grazioso verso tuo figlio Horus, Tolomeo.

Salve, Signora, Figlia di Menhyt,
Signora di Buto, Signora di Pe, Padrona di Dep,
Con l’alta Corona Bianca a El-Kab,
Signora del Sacro Tumulo, Padrona di Philae,
A cui appartiene Imu, tu che sei esaltata a Sais,
Neith, Signora dell’inebriamento ne (la stagione de) le fresche acque dell’inondazione,
Giubilio a Pe, ringiovanimento a Dep:
Poteggi il Figlio di Ra, Tolomeo, per sempre.

Inno VIII

Il re dell’Alto e Basso Egitto, Usikare-meramun, adora sua madre:

Salute a te, Iside, Grande nei poteri magici,
La maggiore nel grambo di suo madre,Nut,
Potente nel Cielo davanti a Ra.

Adorazione per te nella barca notturna,
Giubilio per te nella barca diurna,
Tu che dai vita a tutti gli dei.

Il Figlio di Ra, Tolomeo, è giunto davanti a te, Signora della Vita,
In questo giorno in cui sei gloriosamente apparsa,
Per legare a te il Diadema Uraeus,
Per fissare a te il Possente,
Usirkare-meramun, tuo figlio Horus.

Possa il tuo Ka essere in pace, O Signora della Vita,
In questo giorno in cui sei gloriosamente apparse,
Tu che gli dei hanno propiziato dopo la (tua) ira.

O amata di Ra che sei nella sua barca,
Respingendo Apophis con l’efficacia della tua parola,
Guarda, Tolomeo è giunto davanti a te,
Che, purificato, possa adorare la tua bellezza.

I mali dell’anno passato che hanno aderito a lui sono stati mandati via,
I suoi mali di questo anno, sono stati scacciati,
La sua schiena è volta ad essi;
Egli ha presentato offerte propiziatorie per loro conto,
E la sua faccia è volta alla Signora:
Quanto sei di nuovo benvenuta.

Egli non ha fatto nulla di abominevole contro gli dei di questa città,
Egli non ha commesso alcun male;
Nulla sarà detto contro di lui dagli assessori e dagli scribi delle Due Terre,
Quelli che infliggono ferite come parte annuale,
Che guidano e tirano gli armenti al blocco sacrificale del dio.

Egli è protetto per quest’anno,
Dagli incantesimi ostili che (lo) accompagnano,
In pace, in pace, O Felice Anno Nuovo,
Egli soddisferà pienamente il tuo Ka con le offerte, (O Iside).
Il suo volto è (permeato) di vita.